Archivio della categoria: 2015 Ioniche 2015 – Golfo del saronico

2015 Ioniche 2015 – Golfo del saronico

18 Agosto – Eghina

Una rapida galoppata con il vento in poppa ci porta al cantiere “Planaco” sul lato Nord di Eghina. Uno squillo di telefono a Mr. Costas e ci ritroviamo in un battibaleno ormeggiati al molo pronti per l’alaggio. Un insieme di sensazioni, il dispiacere di avere lasciato Preveza, consapevoli che prima o poi ci ritorneremo, la soddisfazione di essere arrivati fino a lì;  piccole gioie di piccoli navigatori, senza pedigree…

Alaggio di Katlen al Planaco ad Eghina

Alaggio di Katlen al Planaco ad Eghina

 

 

16 Agosto – Alcionidi

Dobbiamo avvicinarci al canale di Corinto e decidiamo di fare tappa alle isole Alcionidi. Da descrizioni riprese dalla rete e da forum vari, è nata la curiosità di metterci il naso. Katlen è alla fonda nella baia a nord ovest dell’isola Zoodòchos Pigì, siamo lì solamente dopo aver seguito le indicazioni del nostro credo insuperabile portolano greco. Elias, l’autore del portolano dei mari della Grecia, ci dice che quello è il miglior ridosso del golfo di Corinto e noi gli crediamo. Devo dire che le isole non rispecchiano assolutamente gli elogi sperticati di cui ho sentito. Non ho visto altro che fondali sporchi, coperti di pattume di ogni genere, e spiaggia orrendamente carica di rifiuti. Probabilmente il gioco dei venti, delle correnti e credo non di meno l’allevamento di pesce lì vicino contribuiscano enormemente all’inquinamento del luogo. Non sono belle da vedere neppure le casette in muratura , abbandonate e decadenti sull’isola Daskaliò. Bah! Pensavamo meglio… L’isola è proprietà privata e non sarebbe possibile sbarcare. Sta scritto sui cartelli!  In greco però… Filellenici studiate un pò di lingua greca!

Isola Zoodòchos Pigì

Isola Zoodòchos Pigì

Notte di fuoco ! il vento urla, siamo soli come non mai, ci sentiamo un pò abbandonati. A farci compagnia sono solamente i riflettori dell’allevamento ittico, ma nò che non siamo soli, siamo lì perchè ce l’ha detto Elìas, uno dei migliori ancoraggi del golfo di Corinto e Elìas è li con noi..

La mattina, dopo una notte orribile per gli ululati del vento, ma non di certo per l’ondeggiamento della barca, osservo con il binocolo il golfo di Corinto: è una distesa di spuma bianca ! Ma questa è un’altra storia.

 

 

14 Agosto – Baia S. Giovanni

 

Partenza da Itea

Partenza da Itea

Lasciamo Itea, come al solito senza vento, e sempre senza vento ci dirigiamo alla piccola baia di S.Giovanni, Grecia Centrale. E’ un piccola baia dove approfittiamo del corpo morto messo a disposizione dal gestore della taverna.

Baia S. Giovanni

Baia S. Giovanni

Due giornate passate in tutta tranquillità…

Baia S. Giovanni

Baia S. Giovanni

rendendo pure  onore al gentile ristoratore e alle sue mitiche sardelles,

Psarotaverna di baia S. Giovanni

Psarotaverna di baia S. Giovanni

 

13 Agosto – Visita al sito archeologico di Delfi

Oggi si va in visita del Santuario di Delfi, sveglia alle 6 e 30, e partenza da Itea con la corriera alle 7 e 10. Siamo già stati in visita nel 2009, ma vale la pena ripetere la visita. La volta scorsa abbiamo rinunciato alla visita della Thòlos del santuario di Athèna Prònaia per il caldo terribile che ci aveva tolto il fiato e questo è uno dei motivi per cui saliamo a Delfi la mattina presto.All’arrivo al paese veniamo accolti dalla magnifica vista della piana degli ulivi fino al porto di Itea.

Panorama su Itea

Panorama su Itea

Colazione veloce e ci incamminiamo alla zona archeologica.

Il tesoro degli Ateniesi

Il tesoro degli Ateniesi

La roccia della Sibilla

La roccia della Sibilla

tempio di Apollo

tempio di Apollo

teatro di Delfi

teatro di Delfi

Stadio di Delfi

Stadio di Delfi

L'ombelico del mondo....

L’ombelico del mondo….

L'Auriga di Delfi

L’Auriga di Delfi

La Thòlos di Athena Prònaia

La Thòlos di Athena Prònaia

12 Agosto – Itea

All’arrivo in porto ad Itea, troviamo la banchina della diga foranea praticamente vuota, ci ormeggiamo all’inglese.

Porto di Itea

Porto di Itea

Dopo la chiesa in fondo al porto c’è una spiaggetta pubblica dotata di docce e ne approfittiamo.

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Non me la ricordavo così desolata Itea, e parlando con la proprietaria di un negozio di souvenir ci conferma che negli ultimi anni c’è stato un calo notevole di turisti e la confusione politico-economica di quest’anno non ha giovato molto alla stagione estiva. Non essendo propriamente una località turistica, l’equilibrio di Itea è delicato, risente maggiormente delle turbolenze economiche rispetto ad un’isola turistica dell’Egeo che quando si svuota è subito pronta a riprendere quota ed a riempirsi nuovamente di turisti… Andiamo alla ricerca degli uffici della locale stazione degli autobus e facciamo i biglietti per andare in visita a Delfi. Domani mattina sveglia alle sei, vediamo se riusciamo ad evitare un pò di caldo durante la visita agli scavi.

11 Agosto – Galaxidi

Lasciamo il marina di Trizonia e finalmente… un po’ di vento! Issiamo le vele che in una splendida giornata riescono a portrci quasi fino a Galaxidi! Prestiamo un po’ di attenzione al passaggio per avvicinarsi alla cittadina, l’unico vero pericolo è segnalato da una grande meda bianca con un delfino azzurro dipinto.

Galaxidi

Galaxidi

Ci avviciniamo in perlustrazione al porto, ci sarebbe anche posto, ma non avendo necessità particolari di approvvigionamento preferiamo spostarci nella baia opposta, in tutta tranquillità.

Galaxidi

Galaxidi

Salita alla Chora

Salita alla Chora

10 Agosto – Trizonia

Lasciamo Missolongi e ci avviamo verso Trizonia.
Raggiungiamo e oltrepassiamo il ponte sul golfo di Corinto, il vento anche quest’oggi latita.

Ponte Rion-Antirion

Ponte Rion-Antirion

Ponte Rion-Antirion

Ponte Rion-Antirion

Visto che siamo nei paraggi, non rinunciamo ad una visita veloce a Nafpaktos o meglio a “Lepanto”.

Lepanto

Lepanto

Non abbiamo speranza di trovare posto all’interno, ed infatti…
Ci limitiamo a fare una giravolta all’interno del porto fortificato e imbocchiamo l’uscita.

Lepanto

Lepanto

Un panino da masticare tra le mani e via… sempre a motore ovviamente. A Trizonia, ormeggio all’inglese dalla parte esterna del molo.

Marina di Trizonia

Marina di Trizonia

09 Agosto – Missolongi

Lasciamo Vathi in direzione di Missolongi, ci stiamo allontanando dalle isole Ionie, e chissà quando ci ritorneremo! Nella nostra breve traversata raggiungiamo l’isola di Oxia, c’eravamo già passati nel 2010 e mi piaceva l’idea di rivedere quell’angolino dove ci eravamo fermati.

Isola di Oxia

Isola di Oxia

Niente da fare, gli allevamenti di pesce hanno preso il sopravvento ed hanno occupato ogni spazio possibile. Dobbiamo per forza proseguire e raggiungiamo la baia di Skrofopula, non molto distante dalla foce dell’Acheloo, fiume sacro e molto importante nell’antichità, non fosse altro per il fatto che grazie alle sue acque alluvionali ha reso fertile e prospera la regione. L’acqua è fresca e un po’ torbida, abbiamo visto di meglio; il paesaggio è particolare, rilievi brulli e scoscesi a precipizio sul mare, piccole spiagge con lagi salmastri alle loro spalle. Siamo lontani dalla confusione dello Ionio, un po’ di tranquillità.

Skrofopula

Skrofopula

Nel pomeriggio raggiungiamo il canale d’accesso a Missolongi. Percorriamo in silenzio quel breve tratto di canale in contemplazione delle paludi salmastre, del monte Arakinthos, delle casette in legno colorate.

Canale di Missolongi

Canale di Missolongi

Gettiamo l’ancora vicino al marina, ed a scanso di equivoci lascio filare un bel po’ di catena. Vedo accumularsi un po’ di nuvole sulle montagne circostanti, e visto l’andazzo degli ultimi giorni mi preparo… Scendiamo a terra a visitare il marina, di cui spesso ho sentito parlare e che mi pare effettivamente conti un bel po’ di ospiti.   Sorpresa! a terra c’è lo “Spirit of Gaia” il mitico catamarano di James Wharram, un Pahi 63 a vederlo in un ottimo stato di manutenzione. Dopo aver curiosato per il marina, non male direi! ritorniamo su Katlen, anche perché il temporale sta arrivando.

Arriva il temporale

Arriva il temporale

Sono tranquillo, ci sono solo altre due barche e siamo ben distanti gli uni dagli altri, almeno fino a quando arriva una barca olandese che pensa bene di piazzare la sua poppa davanti alla nostra prua. Ma come, con tutto lo spazio che c’è…. Ma proprio lì ti devi mettere? Il vento aumenta, non resisto e lancio delle urla all’ultimo arrivato indicandogli ad ampi gesti che c’è il temporale e che sta proprio sulla nostra ancora. Dopo un po’ di resistenza se ne va in banchina dall’altra parte della baia… e il temporale può fare il suo corso si fa per dire, in tutta tranquillità.

08 Agosto – Vathi

Siamo a Vathi, in rada, assolutamente lontani dalla banchina, come al solito.

Baia di Vathi

Baia di Vathi

Filippo mi ricorda che già l’anno scorso mi aveva chiesto di andare in visita del Lazzareto, per cui saliamo sul tender e ci apprestiamo a colmare questa lacuna… Dell’antica struttura utilizzata per la quarantena e successivamente dai turchi come prigione, non rimane più nulla, distrutta dal terremoto del 1953. Ora tra i pini marittimi c’è solo una piccola chiesetta bianca, molto suggestiva.

Il Lazzareto

Il Lazzareto

Visita interessante al museo del folklore, dove sono esposti oggetti che vanno dall’ 800 ai primi del ’900. Arredamenti di interni, quadri, attrezzi agricoli e legati alla pastorizia o alla lavorazione del formaggio.

Museo del Folklore

Museo del Folklore

Museo del Folklore

Museo del Folklore

Museo del Folklore

Museo del Folklore

Degno di attenzione anche il piccolo museo archeologico, peraltro completamente gratuito. Esposti sono alcuni reperti provenienti da una necropoli vicino a Vathi ed alcuni oggetti votivi ritrovati durante gli scavi della grotta di Louizo.

Museo Archeologico di Vathi

Museo Archeologico di Vathi

Museo Archeologico di Vathi

Museo Archeologico di Vathi

Non rinunciamo alle nostre ricerche a sfondo archeologico e mitologico, per cui ci mettiamo alla ricerca della grotta e della spiaggia in cui Ulisse sarebbe stato lasciato dai Feaci assieme ai doni del re Alcinoo. Ci incamminiamo lungo la strada dal lato del paese in direzione del promontorio a Nord Ovest. Una faticaccia, ma la vista panoramica è favolosa!

Baia di Vathi

Ad un certo punto veniamo affiancati da un cane spinone con un vistoso fazzolettone rosso al collo. Anna come al solito non resiste dal fare le coccole al cane che subito apprezza. Veniamo accompagnati lungo il tragitto mentre attraversa la strada trafficata in un modo a dir poco disgraziato, incurante di moto e di auto. Arrivati ad un distributore la titolare ci osserva e divertita ci tranquillizza: E’ fatto cosi Kuciuba! così si chiama. Non dà retta a nessuno ed è un vero successo che ci segua! E’ un vagabondo, tutti lo conoscono sull’isola e difficilmente da confidenza. Finalmente arriviamo a Dexià, una spiaggia bellissima, dall’acqua cristallina e riparata dagli olivi. Della grotta, dove Odisseo ha lasciato i preziosi doni, nessuna traccia, nessuna indicazione, e ci guardano straniti i greci quando chiediamo loro delle informazioni. Boh! Mi piace immaginare che siamo arrivati in anticipo… maldestri viaggiatori del tempo. Kuciuba silenziosamente si allontana fiutando strade a noi sconosciute ed a noi non ci resta che godere di un bagno ristoratore…

Dexià

Dexià

Dexià

Dexià

07 Agosto – Pera Pigadi

Dopo aver visitato Ormos Polis, sulla cui spiaggia alcuni sostengono, Ulisse sia stato lasciato addormentato, non potevamo esimerci dal tentativo di raggiungere un altro luogo mitologico, la fonte Aretusa. Eumeo, vecchio servitore di Ulisse, mentre abbevera i porci, incontra proprio qui il suo padrone travestito da mendicante, in un primo momento senza riconoscerlo. Una volta ancorato in baia a Pera Pigadi, scendo a terra alla ricerca del sentiero che mi avrebbe condotto alla fonte. Il sentiero lo trovo subito dietro la spiaggia, si inerpica in modo deciso sulla collina e provo a seguirlo. Il caldo è terribile a dire il vero, non credo di avere scelto l’orario migliore per avventurarmi in questa escursione, il sole è proprio a picco sulla mia testa. La salita è ripida, ed in breve tempo mi ritrovo ad un’altezza tale da cui si gode un bellissimo panorama, la baia sottostante, il mare blu, le colline brulle e Katlen come fosse appesa in cielo. Non ho le scarpe adatte ed i sassi appuntiti mi tormentano i piedi, come pure i cespugli ai lati del sentiero mi flagellano e fanno sanguinare le gambe. Credo di avere clamorosamente sottovalutato l’escursione che richiederebbe effettivamente un minimo di preparazione. Quando comprendo di essere a circa metà strada e troppo lontano dalla spiaggia, decido che non è il caso di insistere, meglio ritornare dal resto della famiglia che intanto si sta giustamente rinfrescando nelle acque della baia. Peccato, ridiscendo neanche tanto rapidamente alla spiaggia, dove Filippo mi fa notare una chiazza di acqua fredda e dolce al sapore. Una sorgente affiora dal fondo del mare creando un leggero effetto lattiginoso, è gelida… Vuoi vedere che non sono riuscito a raggiungere la fonte Aretusa ma che mi sto bagnando nelle sue acque?

Pera Pigadi

Pera Pigadi